██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Precinema
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Con il termine mwcapre-cinema si intendono tutti quegli esperimenti e intrattenimenti legati alla proiezione di mwcqimmagini ed al movimento mwcgillusorio databili dall'antichità fino alla prima proiezione pubblica di mwcwcinematografo, organizzata dai mwdafratelli Lumière il 28 dicembre mwdq1895. Il momento di inizio del "cinema" è controverso e solo nelle rappresentazioni dei Lumière si trovano tutti gli elementi che mettono d'accordo ogni studioso: la mwdgproiezione, l'uso di fotografie "in movimento", lo scopo di mwdwintrattenimento, la presenza di un pubblico pagante e la fruizione collettiva contemporanea.
Contents
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Il mondo delle proiezioni
La suggestione delle proiezioni ha origini molto remote che risalgono alla preistoria, alla mesopotamia, all'Egitto e sicuramente, come primo esempio del mondo antico, all'estremo oriente.cite-ref-referencea-1-0[1] Se ne trova traccia anche nel mwgwmito della caverna di mwhaPlatone, dove le ombre proiettate ai prigionieri sono metafora dell'intero mondo "dell'opinione", cioè il sentire comune avulso dal pensiero filosofico,cite-ref-2[2] oppure nel mito della nascita della mwiqpittura, redatto da mwigErodoto, dove la figlia di un vasaio, per conservare l'immagine dell'amato in partenza per la guerra, ne disegnò il profilo copiandone l'ombra sul murocite-ref-3[3]cite-ref-4[4]. Aristotele nel mwkwIV secolo a.C. scrisse come aveva visto un'mwlaeclissi proiettata sul terreno attraverso i fori di un colinocite-ref-5[5].
Lo spettacolo delle mwmgombre cinesi viene tradizionalmente fatto risalire al mwmwII secolo a.C., di cui una probabile filiazione sono state le mwnaombre giavanesi, ma il filosofo mwnqMozi aveva già osservato e messo per iscritto il fenomeno della proiezione capovolta di un paesaggio esterno se filtrata in una camera oscura attraverso un piccolo foro (mwngstenoscopia). Al cinese Ting Huan, nel 180 d.C. circa, spetta anche la creazione di un elementare mwnwzootropio.
Dispositivi ottici
Fra le curiosità, gli spettacoli a pagamento delle fiere di paese, esistono fin dal XVII secolo i dispositivi ottici, frutto di intuizioni documentate almeno dalla fine del XV secolo (mwogcamera oscura leonardiana).
Lanterna magica
La lanterna magica era uno strumento di semplice utilizzo equivalente all'odierno mwqgproiettore di diapositive. L'invenzione è stata attribuita ad alcuni noti inventori o studiosi del mwqwXVII secolo: al padre mwraAthanasius Kircher, il quale ne descrisse il funzionamento in mwrqmwrgArs magna lucis et umbraecite-ref-6[6], al matematico astronomo e fisico olandese mwswChristiaan Huygens, in un cui mwtamanoscritto del mwtq1659 si trova un riferimento, fra le altre sue invenzioni, a uno strumento che egli stesso definisce mwtglanterna magica, e all'ottico don mwtwMatteo Campani il quale l'avrebbe costruita nel mwua1678cite-ref-7[7].
Il meccanismo di funzionamento era intuitivo: i disegni da mostrare venivano inseriti in un apposito alloggiamento della macchina, che li proiettava su una parete o su uno mwvgschermo appositamente predisposto.
La lanterna si prestava ai più svariati utilizzi, infatti fu utilizzata fin dall'inizio sia per scopi educativi (raccontare, ad esempio, la mwwaBibbia col supporto di immagini colorate a tutto schermo), sia di intrattenimento. Col tempo si capì che oltre la semplice proiezione si potevano riprodurre movimenti elementari. Alcune di queste semplici "animazioni" consistevano nel far scorrere dei vetri dipinti davanti all'obiettivo; usare sorte di ombre cinesi mosse con leve e fili; oppure usare immagini appositamente realizzate, formate da parti che potevano essere mosse da apposite levette, ad esempio gli occhi o le braccia di una figura umana; era così possibile ottenere degli "effetti speciali" primordiali.
L'invenzione della mwwgfotografia infine, nel mwww1826, principalmente per opera di mwxaJoseph Nicéphore Niépce, pose le premesse per un ulteriore sviluppo. Se si fosse trovato il modo di far passare davanti all'obiettivo delle fotografie scattate in successione si sarebbe potuto riprodurre la realtà. Sarà l'idea vincente dei fratelli Lumière.
Mondo nuovo
Il Mondo nuovo era un apparecchio simile nel funzionamento alla lanterna magica, però le immagini, invece che essere proiettate da una scatola verso l'esterno, erano fruibili guardando dentro la scatola stessa. Si trattava di uno strumento diffuso nelle feste di paese, dove gli ambulanti facevano guardare a pagamento le immagini nella scatola, spesso mosse tramite fili, come le mwzgmarionette. A differenza della lanterna magica quindi il mondo nuovo era un dispositivo diurno, che poteva essere usato anche alla luce del sole e all'aperto, ed ebbe un fondamentale ruolo nella divulgazione degli eventi storici soprattutto legati alla mwzwRivoluzione francese negli strati più bassi della popolazione.
Un altro tipo di intrattenimento popolare, per certi versi simile al futuro spettacolo cinematografico, era il mwaqpanorama, grandi stanze rotonde coperte da disegni che simulavano vedute a 360°.
Taumatropio
Nel mwcg1824 Mark Roget inventa il mwdataumatropio. Composto da un dischetto di cartoncino, fissato a due fili e disegnato da entrambe le parti con soggetti destinati a integrarsi a vicenda, facendo girare velocemente il disco (1/25 di secondo), le immagini si sovrappongono creando così l'illusione di movimento. Esempi tipici sono l'uccellino e la gabbia o il vaso e i fiori.
Fenachistoscopio
Il mwfaFenachistoscopio fu inventato nel mwfq1833 dal fisico belga mwfgJoseph-Antoine Plateau. Consisteva in una ruota, fissata al centro su un manico e in grado di ruotare su se stessa. Sulla ruota, a intervalli regolari, venivano praticate delle fessure attraverso cui poter guardare e, sul lato interno venivano disegnate delle immagini, anche queste a intervalli regolari; uno specchio su cui proiettare le immagini completava il tutto. Il movimento veloce della ruota e gli spazi vuoti creavano, anche in questo caso, l'illusione del movimento. La grande novità del fenachistoscopio sta nel fatto che l'illusione sfrutta il fenomeno della mwfwpersistenza della visione (persistenza retinica) che, ancora oggi, sta alla base della visione filmica. Il fenachistoscopio è il più diretto antenato della mwgapellicola cinematografica, con le immagini montate su un cerchio invece che in una striscia di carta.
Stereoscopio
Uno dei dispositivi ottici più diffusi nei salotti ottocenteschi è lo mwiastereoscopio. Lo stereoscopio, anche conosciuto come visore stereoscopico o stereovisore, è uno strumento ottico a forma di "mascherina" o "binocolino" e dotato di lenti, o di specchi, per la visione di immagini stereoscopiche.
Sviluppato per la prima volta nel mwig1832 da sir mwiwCharles Wheatstone utilizzando coppie di disegni similari e successivamente la nascente fotografia, lo stereoscopio a specchi si è poi evoluto nel più semplice, leggero e pratico stereoscopio a lenti di sir David Brewster, successivamente perfezionato nel tempo da altri scienziati, ottici e inventori.
Cineografo
Un altro esperimento andato a buon fine fu il cineografo (oggi conosciuto anche con il termine inglese mwjwflip book), commercializzato già nel mwka1868. Il cineografo era una sorta di mwkqlibro tascabile i cui fogli si facevano scorrere velocemente tra le dita. La sovrapposizione delle immagini dava l'illusione del movimento. Si trattava di brevissime storie con una vera (sia pur modesta) mwkgsceneggiatura e questo era il passo avanti in direzione del cinema: una storia appositamente pensata per essere raccontata attraverso immagini in movimento.
Zootropio
Lo zootropio rappresentò un ulteriore sviluppo, rispetto al fenachistoscopio, nel tentativo di dar vita a immagini in movimento. Esso fu inventato da mwnaWilliam George Horner nel mwnq1834.
Si trattava di disegnare su un foglio di carta una serie di immagini (come oggi per i mwnwcartoni animati). La striscia così ottenuta veniva posta all'interno di un tamburo il cui movimento rotatorio, al solito, dava l'illusione del movimento. Come per il fenachistoscopio, erano praticate delle fessure a intervalli regolari per sfruttare il fenomeno della persistenza retinica. Due erano i vantaggi di questa scoperta: innanzitutto il fatto che non era necessario avvicinarsi troppo allo strumento per vedere e quindi si poteva assistere a una sorta di visione collettiva, per quanto limitata. Un secondo vantaggio era legato allo sviluppo possibile, cioè il fatto di poter proiettare, attraverso un sistema di specchi e un'opportuna illuminazione le immagini su uno schermo. Lo svantaggio più grande era però il fatto che le strisce erano necessariamente brevi e quindi si potevano solo fare degli esperimenti, ma non si potevano raccontare delle vicende lunghe.
Stereofantascopio
mwowCharles Wheatstone unitamente a mwpaJoseph Antoine Pleateau suggerì la possibilità di sviluppare una tecnica che permettesse di riprodurre immagini stereoscopiche in movimento, fin dall'invenzione dello stesso mwpqstereoscopio. Lo studio di Wheatstone non troverà però alcuna applicazione commerciale. Sarà invece Luis-Jules Duboscq, già responsabile dello sfruttamento commerciale dello stereoscopio di mwpwDavid Brewster, che lo brevetterà nel mwqa1852 con il nome di mwqqfantastereoscopio o mwqgbioscopio. L'invenzione di Duboscq unisce due mwqwzootropio contenenti una coppia di strisce stereoscopiche, al visore stereoscopico, ottenendo così delle immagini tridimensionali in movimento. Molti altri, successivamente, si dedicheranno ad ampliare questa tecnica, con scarsi risultati, attribuendo i nomi più svariati alle proprie invenzioni.cite-ref-pesenti-8-0[8]
Prassinoscopio e teatro ottico
Nel mwuw1876 mwvaÉmile Reynaud apportò una modifica allo zootropio. Inserì al centro del marchingegno un mwvqprisma di specchi su cui si riflettevano le immagini. Come per lo zootropio le immagini erano intervallate a spazi vuoti che l'occhio umano non coglie, migliorando molto la qualità delle immagini. Inoltre aveva capito che se avesse proiettato le immagini del prisma su uno specchio e poi su uno schermo avrebbe potuto avere dimensioni uguali a quelle reali. Inventò poi il mwvgteatro ottico, il precursore diretto del mwvwcartone animato. Le immagini fotografiche, stampate su vetrini, erano legate in una striscia con sottili pezzi di carta, con una primitiva perforazione per favorire lo scorrimento, la prima conosciuta della storia.
Le proiezioni avvennero al Musée Grevin di Parigi fin dal mwwg1892, per la durata di circa un minuto, con i personaggi che si muovevano a scatti. Di questi cortometraggi ce ne è pervenuto integro solo uno, lmwww'mwxamwxqAutour d'une cabine: una ragazza che va al mare, scivola e viene aiutata da un gentiluomo; egli però poco dopo la sbircia quando essa si trova nella cabina per mettersi il costume da bagno e in quella posizione viene scoperto dal ragazzo della donna, che gli dà una lezione; infine la coppia si immerge in mare nuotando e poi baciandosi, mentre arriva una barca che srotola la vela ed annuncia la fine dello spettacolo.
Kaiserpanorama
Il mwzgKaiserpanorama è la versione pubblica dello stereoscopio, destinata alla fruizione collettiva: attorno a questo dispositivo potevano sedere anche oltre venti persone. Il Kaiserpanorama era infatti una sorta di mwzwpeepshow collettivo dove più persone potevano godere di una visione comune delle stesse immaginicite-ref-9[9]. All'interno le immagini venivano ruotate grazie ad un apposito meccanismo, cosicché tutti potevano, a turno, visualizzare i medesimi soggetti rappresentati in forma stereoscopicacite-ref-answer-10-0[10].
Stereo-cinema
Nel mw4a1907, mw4qCharles-Émile Reynaud, riprendendo l'iniziale progetto del mw4gprassinoscopio, elabora lo mw4wstereo-cinema, che tuttavia non riscuoterà il medesimo successo delle sue precedenti invenzioni. Similmente a quanto avvenuto già per lo mw5astereofantascopio di mw5qWheatstone, lo stereo-cinema di Reynaud, sviluppato indipendentemente, unisce una coppia di mw5gprassinoscopio, montati però verticalmente, ad uno mw5wstereoscopio. All'interno dei due prassinoscopio vengono collocate delle sequenze di fotografie stereoscopiche parallele, il movimento dello strumento, unito allo stereoscopio, permette così di visualizzare una sequenza ciclica di immagini in rilievo. Attualmente esiste un solo esemplare di questo apparecchio, esposto al Museo delle Arti e Mestieri di Parigi.cite-ref-reynaudstereocinema-11-0[11]
Dopo la fotografia
mw7gNiépce sperimentò per primo nel mw7w1826 l'impressione con la luce di immagini su una lastra di mw8agelatina, che brevetterà con il nome di mw8qfotografia. Le prime lastre erano poco sensibili e richiedevano un'esposizione fino a 14 ore, con un risultato molto rozzo e sgranato. Il governo francese intuì l'importanza della scoperta ed acquistò il brevetto di Niépce nel mw8g1827, liberandone i diritti in modo che chiunque potesse cimentarsi nella nuova scoperta e provare a migliorarla. La diffusione e i progressi furono veloci, tanto che presto, grazie a nuovi tipi di emulsioni sensibili, si giunse a un tempo di esposizione pari a 1/25 di mw8wsecondo. In un primo momento furono frequenti gli usi della fotografia legati al mondo dell'immaginazione, se non per vere e proprie truffe, come quelle degli spiritisti che vendevano foto di "defunti" ottenute in realtà con la mw9asovrimpressione. Questa commistione di reale e immaginario, già presente negli spettacoli di lanterna magica, venne ereditata anche dal mw9qprimo cinema.
Fotografie in movimento
Notevole interesse suscitava la riproduzione del movimento catturato da scatti consequenziali, che se visti in veloce frequenza si fissavano sulla mw-aretina dell'occhio dando un'impressione illusionistica del moto. Oltre al movimento illusorio interessava conoscere anche la scomposizione del movimento e il modo per mettere in sequenza queste immagini.
Esperimenti di Muybridge
mwaqaEdward Muybridge, uno scienziato che lavorava a mwaqePalo Alto, in mwaqiCalifornia, studiò nel mwaqm1878 un sistema per ottenere immagini in sequenza: collocò macchine fotografiche a distanze regolari, i cui scatti potessero essere azionati da fili di mwaqqlana tesi, che un cavallo in corsa tirava incontrandoli su un percorso. L'esperimento venne ripetuto anche con un uomo nudo in corsa e altri soggetti, ottenendo un movimento scomposto in "fotogrammi" (termine posteriore), che però erano ancora piuttosto distanti l'uno dall'altro.
La pellicola e il fucile fotografico
L'invenzione della mwaqcfotografia apriva il campo a una possibilità del tutto nuova. Se era possibile riprodurre su una lastra fotografica la realtà, si poteva pensare a strumenti in grado di scattare una serie di foto così vicine nel tempo da registrare il movimento. Si poteva utilizzare poi la mwaqgpellicola così ottenuta al posto delle strisce di carta per proiettare quanto ripreso in precedenza.
Quest'idea ispirò mwaqoÉtienne-Jules Marey che sfruttando il meccanismo utilizzato a quel tempo dai mwaqsfucili più moderni riusciva a scattare 12 foto al secondo (infatti in inglese il verbo mwaqwscattare è ancora lo stesso di mwaq0sparare). La sua mwaq4Onda (mwaq81888) è il più antico documento di fotografia in movimento pervenutoci. Ma il vero problema di Marey come di tutti gli altri pionieri del cinema non consisteva tanto nel riuscire a scattare foto in rapida sequenza, quanto nel trovare il meccanismo per proiettare il movimento (κίνημα - kìnema in mwaragreco, da cui più tardi mwarecinematografo, l'apparecchio in grado di mwaririprodurre il movimento) così ottenuto.
La messa in serie delle immagini
La mwarupellicola fotografica di mwarycelluloide, che permetteva di mettere in serie le immagini fotografiche, venne inventata nel mwarc1882. Poco dopo mwargEastman inventò la perforazione, che su una mwarkstriscia di 35mm con 16 fotogrammi al secondo permetteva di non dover più preoccuparsi di cambiare lastra tra una posa e l'altra.
Kinetoscopio
Nel mwase1891 mwasiThomas Alva Edison brevettò il mwasmkinetoscopio, una sorta di grande cassa sulla cui sommità si trovava un mwasqoculare; lo spettatore poggiava l'occhio su di esso, girava la manovella e poteva guardare il mwasufilm montato nella macchina su rocchetti (il termine inglese mwasyfilm indicava la pellicola, cioè il supporto; più tardi passerà a indicare il contenuto registrato su quel supporto, il film com'è inteso oggi). Si aveva quindi una visione monoculare, come il mwascMondo nuovo. L'invenzione di Edison veniva portata nelle fiere o in stanzoni appositi e la si poteva utilizzare dietro pagamento di un biglietto. Per attirare nuovi curiosi Edison non riproponeva le stesse pellicole ma ne girava di nuove.
Ancora oggi qualcuno discute su chi sia stato veramente l'inventore del cinema e se per la maggior parte degli storici è indiscutibile la paternità dei mwaskfratelli Lumière c'è chi, invece, ne ascrive l'invenzione a mwasoThomas Alva Edison.
Sembrava che ci fossero tutti gli elementi del cinema come si svilupperà fino ai nostri giorni: c'era il pubblico, c'era il pagamento di un biglietto (con tutto quello che comportava in termini di industria cinematografica) e c'erano le immagini in movimento. Eppure mancava un elemento fondamentale: la visione collettiva piuttosto che individuale. Il cinema (come era accaduto per millenni con il mwaswteatro) è un fenomeno essenzialmente comunitario. La grande svolta dei fratelli Lumière e di quella prima sera al Cafè de Paris risiede ancora oggi in questo.
Note
cite-note-22. ↑ mwat4(mwat8mwauaEN) mwauemwauiThe Allegory of the Cave, su mwaumfaculty.washington.edu. mwauqURL consultato il 15 marzo 2024.
cite-note-33. ↑ mwaugAnna Castagnoli, mwaukmwauoIllustrazione e cinema d'animazione, parte II:le ombre cinesi, su mwausLe figure dei libri, 14 settembre 2009. mwauwURL consultato il 15 marzo 2024.
cite-note-44. ↑ mwavaGiulia Buscemi, mwavemwaviLa Pittura e il suo inizio, su mwavmTutto Mondo News, 15 gennaio 2015. mwavqURL consultato il 15 marzo 2024.
cite-note-55. ↑ mwavgPaola Paleari, mwavkmwavoIl sottile gioco tra luce e carne, su mwavsCascina Farsetti Art. mwavwURL consultato il 15 marzo 2024.
cite-note-66. ↑ mwawa(mwawemwawiLA) Athanasii Kircheri, mwawmArs magna lucis et vmbrae in decem libros digesta. Quibus admirandae lucis et vmbrae in mundo, atque adeo vniuersa natura, vires effectusq. vti noua, ita varia nouorum reconditorumq. speciminum exhibitione, ad varios mortalium vsus, panduntur, Romae, sumptibus Hermanni Scheus sub signo reginaemwawq : ex tipographia Ludouici Grignani, 1658.
cite-note-77. ↑ mwawgGiacinto Amati, mwawkmwawoRicerche storico-critico-scientifiche sulle origini, scoperte, invenzioni e perfezionamenti fatti nelle lettere, nelle arti e nelle scienze, con alcuni tratti biografici degli autori più distinti, Opera dell'abate Son Giacinto Amati, tomo IV, Milano, coi tipi di Giovanni Pirotta, 1830, pp.mwaws 154-156.
cite-note-pesenti-88. ↑ mwaw8mwaxaPesenti Campagnoni.
cite-note-99. ↑ mwaxqDavid Brewster, mwaxumwaxyLa stereoscopia - Dall'Esposizione universale di Londra al Kaiserpanorama (mwaxcmwaxgPDF), su mwaxkmediastudies.it. mwaxoURL consultato il 15 marzo 2024.
cite-note-answer-1010. ↑ mwax4(mwax8mwayaEN) mwayemwayiWhat movie and television projects has Gisela Wilke been in?, su mwaymAnswers.com. mwayqURL consultato il 15 marzo 2024.
cite-note-reynaudstereocinema-1111. ↑ mwayg(mwaykmwayoFR) mwaysmwaywLe Stéréo-Cinéma, su mway0Émile Reynaud mway4(archiviato dall'mway8url originale il 31 ottobre 2010).
Bibliografia
• citerefherbert(EN) Stephen Herbert, A History of Pre-Cinema, vol. 1, Routledge, 2000, ISBN 0-415-21147-6.
• mwazqCarlo Alberto Minici Zotti, Magiche visioni prima del Cinema. La Collezione Minici Zotti, Il Poligrafo, 2001, ISBN 8871152999.
• mwazySandro Bernardi, L'avventura del cinematografo, Venezia, Marsilio Editori, 2007, ISBN 978-88-317-9297-4.
• citerefpesenti-campagnoniDonata Pesenti Campagnoni, Quando il cinema non c'era. Storie di mirabili visioni, illusioni ottiche e fotografie animate, Torino, UTET Università, 2007, ISBN 88-6008-079-7.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Precinema
Collegamenti esterni
• mwaaiLa luce e l'ombra - Sito amatoriale sul mondo del precinema, su magiadellaluce.com.
• mwaaqUn mondo di... Illusioni Ottiche, su illuweb.it.
• mwaay(EN) Laura Hayes and John Howard Wileman Exhibit of Optical Toys, su courses.ncssm.edu. URL consultato il 21 luglio 2006 (archiviato dall'url originale il 4 aprile 2004).
• mwaag(EN) The History of The Discovery of Cinematography, su precinemahistory.net. URL consultato l'8 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2020).
• mwaao(EN) Who's Who of Victorian Cinema, su victorian-cinema.net.
• mwaawhttp://cineografo.com Sito di riferimento italiano dedicato al Cineografo: storia, blog, realizzazione flipbook a partire da un video.